sabato 10 gennaio 2015

Guardando lui...

Ogni uomo che piscia finisce col fissarsi l'uccello. E ci sono pisciate che non durano poco. Lo guardi così, senza neanche pensarci. Lo guardi per prendere la mira, se sei uno di quelli che prendono la mira; lo guardi perché dove dovresti guardare? In alto come fa chi va di fretta o si dà arie di pensatore? O di lato come fanno i paranoici? Allora guardi giù e te lo fissi, così, per quelle decine di secondi. Per lo più non ci pensi. Sgrulli e richiudi. Ma ci sono volte che la mente ti si apre e ti scatta una strana presa di coscienza. E lo vedi. Ma i pensieri che ti scattano non sono quelli che ti immagini, di valutazione, misurazione. No. In quei momenti avviene qualcosa di strano. Avviene che ti sembra che lui abbia un'anima, una sua vita. E anche se lo vedi che non ha gli occhi hai la netta sensazione che il tuo uccello ti stia fissando, con fare interrogativo e forse un po' severo. E capita che ti senti tu, d'improvviso, il suo uccello. Vi guardate. E nessuno dei due parla. Forse per paura. Forse per vergogna. E allora lo rimetti dentro e la sensazione che ti rimana è quella di avere nelle mutande qualcosa che, per qualche motivo, ti porta rancore.

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