giovedì 9 settembre 2010

Formiche...

Le formiche fanno subito degrado, fine della vita interiore, abbandono, depressione. Per questo le lascio costruire le loro superstrade sulla mia tavola, per darmi un tono. In realtà sono pulite, le formiche, hanno una logica, un loro metodo. Mi tengono compagnia e si accontentano di poco. Posso passare anche del tempo a guardarle mentre si danno testate o si schivano con invidiabile perizia. O mentre trasportano i leggendari carichi dieci volte più pesanti di loro. E' divertente. Cioè, non è divertente neanche per il cazzo, è roba da alienati ma tant'è: a me piace guardarle. A volte metto un dito sulla loro strada e loro impazziscono per pochi secondi, diresti che sono perdute, ma trovano subito una strada alternativa e, in un minuto o due, sono di nuovo in fila ordinata, doppio senso, regolare velocità di crocera. Non le schiaccio mai. Mai volutamente, s'intende. Le lascio fare. Tutt'al più sposto il cibo infestato, tanto troveranno presto un'altra occupazione. Le lascio essere il segno del mio sfacelo. Le lascio essere la mia decomposizione, la mia lenta e forse lontanissima fine.

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