venerdì 17 settembre 2010
Silenzio...
Nel silenzio ci sono troppe cose. Non so perché ci si ostini ad associarlo al vuoto... E' pieno il silenzio, c'è più casino che in un cazzo di centro commerciale coi saldi. E ci sono voci che non se ne vanno, che vorresti esser epazzo almeno avrebbe un senso, sentiresti le voci perché sei pazzo e invece non è che le senti. Stanno lì. Lo sai. e le pensi. E pensi a quello che non hai fatto, nel silenzio. Pensi a quanto è tutto vuoto. E pensi che pure 'sto cazzo di vuoto è pieno di roba che non sai come prendere e dove buttare. E pensi a tutte le stronzate che odi in tv: l'ultima volta che l'hai vista, l'ultima parola che le hai detto, a quanto hai sbagliato a non voltarti quando eri lontano perché no, troppo scontato, mentre tu, duro e puro, non ti lasci fregare. E sei andato dritto, allora. E ora quel volto lo cerchi e quella voce è il tormento di ogni silenzio. Cristodiddio se ti senti di merda nel silenzio. Come se ci fosse qualcuno dietro che non è che ti minaccia, né ti parla, nemmeno ti tocca. Senti qualcuno dietro... e sarebbe davvero troppo pensare che è "lei" o la sua immagine o un cazzo di padre o di nonno morto che ti parla. Non è nessuno. Ma qualcuno c'è dietro di te. Non ti tocca. Ma nel silenzio sei lì e sai che dietro hai Signor Cazzodiqualcuno che ti guarda e pensa che sei una merda a fare quello che hai fatto, che è lì che hai sbagliato. Poi percepisci che il Signor Cazzodiqualcuno non ha idea di cosa stia parlando, di dove hai sbalgiato. Ma non ti consola. Potrebbe riferirsi a qualsiasi cosa, lui non sa... Ma non ti consola il fatto che lui spari nel mucchio: pensa che tu, merda, abbia sbagliato in un punto preciso, lui non sa dovve... ma tu si. Ci prende sempre, il signor Cazzodiqualcuno, perché sta zitto. E tu, nel silenzio, lo trovi sempre qualcosa che non dovevi fare...
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Dire qualcosa romperebbe il silenzio. Il problema è che rompere il silenzio costringerebbe poi a tenerlo rotto per sempre. Il continuo vociare deve poi continuare...
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