lunedì 6 settembre 2010

Presentazioni...

Forse è bene fare chiarezza. Topo Felice è un topo gigante ma non grigio come tutti i topi. No. Topo Felice è un topone marrone di un metro e settantaquattro. Topo Felice sono io: 34 anni una serie di sogni buttati nel cesso, una vita passata con poca strategia, chiudendomi tutte le strade che non m'interessavano. E c'è davvero poca strategia in questo. Così adesso sono qui, faccio feste per bambini... sì è questo il mio lavoro, far ridere quei cazzo di nani. E la mia datrice di lavoro pensa che questo si possa fare solo indossando un'imbarazzante costume da topo. Topo Felice, appunto. Felice perché è un topo fortunato, tipo il Signor Bonaventura o Gastone il papero che trova sempre una mezza fella per strada. Io non ho mai trovato un bel cazzo per strada, eppure sono talmente giù che cammino sempre a testa bassa, dovrei essere un cazzo di metal detector vivente. Nulla invece. Mi vesto da topo e sono d'improvviso Felice: un maledetto ratto che recita filastrocche di gioia e di fortuna. Ah mi dovreste vedere: salto e canticchio che è una meraviglia. Anche quando so di alcol e mi viene da vomitare. Ma topo felice non si ferma mai. E i bambini sono contenti. Perché non hanno ancora mai pronunciato la parola "fallimento".

Felice il topo si sveglia contento
ride e poi balla: un vero portento!
Mangia formaggio per colazione
spaparanzato sul suo balcone.
Si lava, con l'acqua di un fiume vicino,
le mani, la faccia e pure il pancino.
Esce di casa contento e gagliardo
gioca coi dadi e vince un miliardo.
“Che bello! Che gioia! Che grande fortuna!”
la gente al suo grido tutt'intorno raduna.
“Son ricco! Venite! Vi offro da bere!
Acqua! Aranciata! A ognuno un bicchiere!”
Tutti sorridono e applaudono grati:
poveri, soli e molto assetati.
Ora Felice, con la su bici,
è un topo contento, pieno d'amici.
Bevono, cantano, fanno faville,
il sole tramonta e fa posto alle stelle.
E quando ormai è ora di andare a dormire
ognuno in cuor suo ha qualcosa da dire.
Un topo sorride di questa giornata,
rimpiange che sia da poco passata:
“Ma che bello – ridendo poi dice –
aver conosciuto Topo Felice!”

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